Nelle settimane e nei mesi che seguono il parto, molte donne notano che la pancia tende a rimanere sporgente o tondeggiante, anche dopo il recupero del peso precedente alla gravidanza.

A volte possono comparire anche dolore lombare, una sensazione di instabilità del bacino o una sensazione di “cedimento” quando si starnutisce, si tossisce o si solleva il bambino.
Questi disturbi non dipendono sempre dalla diastasi dei muscoli retti e non devono essere considerati soltanto un problema estetico. In alcune donne, tuttavia, possono essere associati a una condizione della parete addominale che merita una valutazione dedicata.
La diagnosi deve essere formulata dopo una visita clinica: una pancia prominente, da sola, non è infatti sufficiente per stabilire la presenza di una diastasi.

Che cos’è la diastasi dei retti?
I muscoli retti dell’addome sono i due muscoli verticali che si trovano nella parte anteriore della pancia. Al centro sono uniti da una striscia di tessuto connettivo chiamata linea alba.
Durante la gravidanza, la crescita dell’utero e le modificazioni meccaniche e ormonali possono allungare e assottigliare questa struttura, facendo sì che i due muscoli si spostino lateralmente e aumenti la distanza tra loro.
Dopo il parto, questa distanza può ridursi gradualmente, ma non sempre ritorna ai valori iniziali.
Secondo le linee guida della European Hernia Society, un allargamento della linea alba superiore a 2 cm può essere compatibile con diastasi. La misura, però, non è l’unico elemento importante: devono essere considerati anche i sintomi, la funzionalità della parete addominale e l’eventuale presenza di un’ernia [1].
Non esiste un’unica classificazione universalmente accettata che permetta di definire ogni caso come lieve, moderato o severo soltanto in base alla distanza misurata.
Perché la diastasi può associarsi a mal di schiena e senso di instabilità?
La parete addominale contribuisce alla stabilità del tronco e alla trasmissione dei carichi tra il bacino e la colonna vertebrale.
Quando la linea alba è più distesa e la muscolatura è meno efficiente, alcune donne possono avvertire:
- una maggiore sporgenza della parte centrale dell’addome, soprattutto durante la tosse o gli sforzi;
- una sensazione di debolezza o instabilità del tronco;
- difficoltà nello svolgere alcuni movimenti quotidiani o attività sportive;
- dolore lombare o pelvico.
La relazione tra diastasi, dolore lombare e disturbi del pavimento pelvico non è tuttavia uguale per tutte. Questi sintomi possono avere cause diverse e devono essere valutati individualmente. La diastasi può inoltre essere completamente asintomatica.
Le revisioni sistematiche di Gluppe et al., pubblicata nel 2021, e di Beamish et al., pubblicata nel 2024, sottolineano che il rapporto tra ampiezza della diastasi, sintomi e limitazioni funzionali non è ancora completamente definito [3, 5].

Il ruolo dell’ecografia della parete addominale nel post-partum
La visita clinica è generalmente il primo passo per valutare una possibile diastasi. L’ecografia della parete addominale è un esame non invasivo, sicuro e affidabile che può rivelarsi utile quando è necessaria una misurazione precisa o quando si sospetta un’ernia associata [1].
L’ecografia consente nello specifico di:
1. Misurare la distanza tra i muscoli retti
L’ecografista misura la distanza inter-rettale, indicata anche con l’acronimo IRD (Inter-Recti Distance), cioè lo spazio tra i margini interni dei due muscoli retti.
La misurazione può essere effettuata in più punti della linea mediana, per esempio sopra l’ombelico, a livello dell’ombelico e sotto l’ombelico. I punti di misurazione e le eventuali manovre dinamiche possono variare in base al quesito clinico e al protocollo utilizzato.
L’esame può essere eseguito a riposo e, quando indicato, durante una contrazione addominale. Quando viene eseguita con una tecnica standardizzata, l’ecografia consente di ottenere misurazioni affidabili e riproducibili della distanza inter-rettale [1, 4].
2. Valutare la linea alba durante il movimento
In alcuni casi, l’esame viene completato osservando la parete addominale durante una contrazione leggera o una manovra dinamica.
Questo permette di valutare come si comporta la linea alba durante l’attivazione dei muscoli addominali. La valutazione dinamica è complementare e deve essere interpretata insieme alla visita e ai sintomi.
3. Ricercare eventuali ernie associate
La diastasi non è un’ernia. Può tuttavia associarsi a ernie ombelicali o della linea mediana, che devono essere ricercate durante la valutazione clinica ed ecografica [1, 6].
L’ecografia dinamica può aiutare a individuare eventuali difetti della parete e a valutare la natura del rigonfiamento durante lo sforzo. Quando il quadro è complesso o si deve programmare un intervento, il medico può valutare anche altri esami di imaging.
L’ecografia fornisce informazioni preziose sulla morfologia della parete addominale, ma non consente da sola di stabilire se una paziente risponderà alla fisioterapia o avrà bisogno di un intervento chirurgico.
La scelta del trattamento deve tenere conto dei sintomi, delle limitazioni funzionali, della presenza di ernie, della risposta alla riabilitazione e delle aspettative della paziente.

Come si svolge l’esame ecografico?
L’ecografia della parete addominale è un esame indolore e privo di radiazioni.
La paziente si sdraia sul lettino e lo specialista applica un apposito gel sulla pelle. Utilizzando una sonda adeguata allo studio della parete addominale e alla profondità dei tessuti, lo specialista esamina la linea mediana e, se richiesto dal quesito clinico, chiede di eseguire semplici contrazioni della pancia o manovre dinamiche.
La durata dell’esame può variare in base al quesito clinico e all’organizzazione del centro. Anche le modalità e i tempi di consegna del referto dipendono dalla struttura presso cui viene eseguito l’esame.
Come affrontare la diastasi: riabilitazione e benessere
La diastasi dei retti dopo il parto non deve essere vissuta come una colpa o come un’imperfezione estetica inevitabile. È una condizione anatomica valutabile e affrontabile.
Il ruolo della fisioterapia
Quando sono presenti sintomi o limitazioni, il primo approccio può essere un programma personalizzato di esercizio terapeutico, guidato da un fisioterapista esperto nella riabilitazione post-partum e del pavimento pelvico.
Le linee guida EHS indicano che la fisioterapia può essere considerata prima della chirurgia, soprattutto quando sono presenti sintomi o limitazioni funzionali [1]. Anche le revisioni sistematiche disponibili suggeriscono prudenza: gli esercizi possono migliorare alcuni parametri, ma non esiste ancora un programma unico valido per tutte le pazienti [3, 5].
Attività fisica
Non è necessario evitare in modo categorico ogni esercizio addominale. È importante però aumentare gradualmente l’attività e interrompere o modificare gli esercizi che provocano dolore, una sporgenza marcata dell’addome o un peggioramento dei sintomi.
Il trattamento chirurgico
La chirurgia può essere presa in considerazione in casi selezionati, quando persistono sintomi o limitazioni importanti, quando è presente un’ernia associata o quando il percorso riabilitativo non ha dato risultati sufficienti.
Le tecniche possibili, come la plicatura della linea alba o l’addominoplastica, vengono scelte in base alle caratteristiche della parete addominale, all’eventuale presenza di un’ernia e agli obiettivi della paziente.
La decisione deve essere condivisa con uno specialista della parete addominale e non deve basarsi soltanto sul valore dell’IRD [1, 2, 6].
Quando chiedere una valutazione medica o ecografica?
È consigliabile rivolgersi al medico o allo specialista in presenza di:
- dolore persistente o in aumento nella zona lombare o addominale;
- una tumefazione ombelicale o lungo la linea mediana;
- un rigonfiamento che diventa duro o che non rientra quando ci si sdraia;
- nausea, vomito o difficoltà a evacuare associati alla tumefazione;
- importanti limitazioni nelle attività quotidiane o nella cura del bambino;
- disturbi del pavimento pelvico, come incontinenza o sensazione di peso.
Una tumefazione dolorosa, dura o non riducibile, soprattutto se associata a nausea o vomito, richiede una valutazione medica tempestiva.

Riassunto: la diastasi post-partum in pillole
| Domanda | Indicazione pratica | Evidenza clinica |
|---|---|---|
| Ogni pancia prominente indica una diastasi? | No. La forma dell’addome dipende da più fattori e deve essere valutata clinicamente. | La diagnosi non si basa sull’aspetto esterno da solo [1]. |
| Come si definisce la diastasi? | Un allargamento della linea alba superiore a 2 cm può essere compatibile con diastasi. Sintomi e funzionalità aiutano a stabilirne il significato clinico. | Linee guida EHS [1]. |
| Serve sempre l’ecografia? | No. La visita clinica è generalmente il primo passo. L’ecografia è utile per misurare con precisione la distanza e cercare eventuali ernie. | Linee guida EHS e studi sulla misurazione ecografica [1, 4]. |
| La diastasi è un’ernia? | No. È un allargamento della linea alba, ma può associarsi a un’ernia ombelicale o della linea mediana. | Linee guida EHS e IEHS [1, 6]. |
| Chi ha una diastasi deve operarsi? | No, non automaticamente. La chirurgia viene valutata caso per caso, in base a sintomi, limitazioni funzionali, ernie associate e risposta alla riabilitazione. | Linee guida EHS e consensus italiana [1, 2]. |
| Quando è urgente farsi visitare? | In presenza di una tumefazione dolorosa, dura o non riducibile, soprattutto se associata a nausea o vomito. | Valutazione clinica urgente in caso di sospetta complicanza erniaria. |
Fonti bibliografiche di riferimento
- Hernández-Granados P, et al. European Hernia Society guidelines on management of rectus diastasis. British Journal of Surgery, 2021. British journal of surgery2021
- Bracale U, et al. The Italian national consensus conference on the diagnosis and treatment of Rectus Abdominis diastasis in Post-gravidic Women. Hernia, 2025. Hernia : the journal of hernias and abdominal wall surgery2025
- Gluppe SL, et al. What is the evidence for abdominal and pelvic floor muscle training to treat diastasis recti abdominis postpartum? A systematic review with meta-analysis. Brazilian Journal of Physical Therapy, 2021. Brazilian Journal of Physical Therapy2021
- Keshwani N, Mathur S, McLean L. Validity of Inter-rectus Distance Measurement in Postpartum Women Using Extended Field-of-View Ultrasound Imaging Techniques. Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy, 2015. Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy2015
- Beamish NF, et al. Impact of postpartum exercise on pelvic floor disorders and diastasis recti abdominis: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Sports Medicine, 2024. British Journal of Sports Medicine2024
- Bittner R, et al. Update of Guidelines for laparoscopic treatment of ventral and incisional abdominal wall hernias: International Endohernia Society, Part B. Surgical Endoscopy, 2019
A cura della Dott.ssa Letizia Macconi – Specialistica in Radiodiagnostica e Neuroradiologia Pediatrica.
Il presente articolo, i suoi contenuti scientifici, la struttura testuale e la forma espositiva sono opera originale della Dott.ssa Letizia Macconi. Tutti i diritti di proprietà intellettuale e copyright sono riservati ai sensi della normativa vigente (Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modifiche). È vietata la riproduzione, la distribuzione, la modifica o il riutilizzo, anche parziale, del testo senza la citazione esplicita della fonte e l’autorizzazione dell’autrice.
