Scopri come si eseguono e a cosa servono le radiografie per ogni parte del corpo dei bambini.
Quando ci si trova a dover fare una radiografia (RX) a un bambino, è del tutto naturale provare ansia per l’uso dei raggi X e chiedersi quale sia il modo migliore per proteggerlo dalle radiazioni. Per approfondire gli aspetti tecnici, come funzionano i raggi e in che modo le tecnologie moderne riducono al minimo le dosi, puoi leggere il mio articolo dedicato [“Come funziona: la radiografia”]. Tuttavia, è rassicurante sapere che la regola d’oro in radiologia è usare sempre la dose minima indispensabile (il principio ALARA) [1] e adattare l’esame al corpo in crescita del piccolo. Capire a cosa serve esattamente per ogni singola parte del corpo aiuta a trasformare la preoccupazione in un momento vissuto con serenità e consapevolezza.

Nei bambini, le ossa contengono ancora molta cartilagine (le cosiddette piastre di accrescimento), mentre gli organi e le cavità interne cambiano dimensioni e forma man mano che crescono: dalla testa ai piedi, ogni zona del corpo richiede quindi motivi precisi, posizioni dedicate e scatti “su misura” per dare risposte rapide e sicure al pediatra, evitando esami non necessari e scegliendo, quando possibile, alternative senza raggi X (come ecografia o risonanza magnetica) [1].
Per ottenere un’immagine nitida al primo scatto ed evitare di dover ripetere l’esame, è fondamentale una piccola preparazione preliminare: prima di entrare nella stanza radiologica, occorre rimuovere dalla zona interessata qualsiasi oggetto metallico o decorativo (come monete nelle tasche, catenine, bracciali, orecchini, fermagli per capelli o abiti con cerniere e bottoni di metallo) che potrebbe sovrapporsi alle strutture anatomiche e nascondere dettagli importanti.
Un ulteriore aspetto fondamentale riguarda chi accompagna il bambino: è indispensabile assicurarsi che l’accompagnatore non sia in stato di gravidanza certa o presunta, così da evitare qualsiasi rischio di esposizione indebita della gestante ai raggi X.

L’esame di ossa e articolazioni: traumi, crescita e movimenti
Lo studio delle ossa è uno dei motivi più frequenti per cui si fa una radiografia a un bambino [2]. L’osso dei più piccoli è più elastico rispetto a quello degli adulti, quindi reagisce ai traumi e agli urti in modo particolare, aspetto che richiede uno sguardo esperto. Prima dell’esame, basterà far spogliare il segmento corporeo da analizzare, togliendo eventuali scarpe, braccialetti o cavigliere.
Braccia, avambracci, gambe e piedi: La radiografia di queste parti si fa appoggiando delicatamente il braccino o la gambina sopra una piastra digitale, chiedendo al bambino di stare fermo solo per un secondo. Serve a individuare le tipiche lesioni dei bambini, come le fratture “a legno verde” (dove l’osso si piega senza spezzarsi del tutto) o quelle “a toro” (dove l’osso si schiaccia leggermente), oltre ai traumi che coinvolgono la cartilagine della crescita, detta “fisi” [2]. L’esame è importante anche per controllare infezioni delle ossa (osteomieliti) o alterazioni della struttura ossea, quando il pediatra lo ritiene necessario (spesso, se il sospetto è alto, possono essere richiesti anche esami più specifici, come risonanza magnetica, ecografia o TC, perché la sola radiografia può non bastare nelle fasi iniziali) [1].
Mano e polso sinistro (Studio dell’Età Ossea): Si fa una sola radiografia della mano e del polso sinistro, avendo cura di sfilare preventivamente anelli o braccialetti dal braccio sinistro. Questo esame specifico permette di confrontare la maturazione delle ossa con delle tabelle di riferimento standard. È indicato quando si sospetta una crescita troppo lenta o troppo veloce, problemi alla tiroide, mancanza dell’ormone della crescita o uno sviluppo puberale anticipato, offrendo al pediatra e all’endocrinologo un dato utilissimo per seguire lo sviluppo del bambino.
Schiena e bacino (Colonna vertebrale e postura): La radiografia della schiena in piedi si fa per misurare il grado di curvatura nei casi di scoliosi o di difetti di postura, assicurandosi prima di aver tolto la cintura e fatto svuotare completamente le tasche da monete o chiavi. L’esame del bacino permette di valutare la maturità delle ossa o di individuare problemi all’anca nei bambini più grandi (come la malattia di Legg-Calvé-Perthes o lo scivolamento della testa del femore), situazioni in cui l’ecografia può non riuscire a vedere bene perché l’osso “fa da barriera” [2].

Torace e addome: la valutazione degli organi interni
Fare una radiografia al torace o alla pancia richiede di coordinare lo scatto con il respiro del bambino, grazie all’aiuto e alla pazienza del tecnico radiologo. Preparare il bambino con parole semplici e un piccolo “allenamento” a stare fermi aiuta a ottenere un’immagine buona al primo scatto, riducendo la necessità di ripetere l’esame [3].
Radiografia del Torace (RX Torace): Si esegue mettendo il bambino di fronte alla macchina, di preferenza in piedi o seduto, chiedendogli di fare un bel respiro profondo per riempire bene i polmoni. Quando l’ecografia non basta o nei casi più complessi, la radiografia offre una visione generale dei polmoni. Può essere utile in situazioni selezionate (in base ai sintomi e alla visita del pediatra), per esempio per cercare segni di infezione polmonare e soprattutto per riconoscere o escludere complicazioni come la presenza di aria fuori dai polmoni (pneumotorace) [4]. Può anche dare informazioni generali su dimensioni e profilo del cuore [4] e del mediastino in generale.
Radiografia della Pancia (RX Addome): L’esame si fa di solito con il bambino sdraiato a pancia in su oppure, se occorre cercare accumuli di aria o liquidi, si può effettuare in piedi o di fianco. Si usa quando si sospetta un blocco intestinale, un’invaginazione o “attorcigliamento” dell’intestino, una lesione interna (che può essere segnalata da aria libera nella pancia) o per verificare dove si trovano eventuali oggetti ingeriti per errore che hanno già superato la gola [5].

Testa e collo: cranio, viso e vie respiratorie
Anche se oggi l’ecografia (come quella della testa nei neonati) e la risonanza magnetica hanno ridotto la necessità di usare i raggi X per cervello e viso, la radiografia conserva alcune utilità specifiche:
Collo: Una radiografia fatta di profilo permette di guardare il collo mentre il bambino lo tiene ben disteso. Può servire a controllare le vertebre del collo o a valutare in modo dinamico, ovvero prima piegando in avanti il capo (flessione) e poi indietro (estensione) se ci sono problematiche a livello del rachide cervicale.
Ossa del cranio e del viso: Nella maggior parte dei traumi alla testa, la radiografia oggi si usa molto meno rispetto al passato: si preferiscono l’osservazione clinica e, se serve una risposta rapida per traumi importanti, la TC (che però espone a più radiazioni e quindi va usata solo quando indicata) [1]. Tuttavia, radiografie dedicate della testa servono ancora in casi particolari (ad esempio per alcune malattie rare delle ossa o controlli mirati su singole lesioni) [1].
Spiegare l’esame al piccolo: i consigli per tranquillizzarlo
Raccontare l’esame al bambino prima di entrare nella stanza della radiografia è il modo migliore per ridurre la paura e fare foto nitide senza sfocature da movimento.
Ai più piccoli possiamo spiegare che la stanza della radiografia è il luogo delle “fotografie spaziali”: una grande fotocamera speciale userà un “super-raggio invisibile” per fotografare le ossa, che sono i “rametti forti” che ci tengono in piedi. Per fare una foto perfetta da vero supereroe, basterà giocare al gioco della “statua di sale”: rimanere fermi come un sasso soltanto per il tempo di un “hop!” o di un respiro trattenuto.
Sapere che la mamma o il papà resteranno al suo fianco se serve e quando autorizzato dal personale, indossando le protezioni fornite (il camice protettivo), dona massima serenità [3]. Per i bambini più grandi, può essere utile dire semplicemente che è “una foto veloce” e che restare fermi evita di doverla rifare.

Riassunto finale per punti
- Approccio su Misura: La radiografia nei bambini non è un esame generico, ma viene scelta e adattata alla specifica parte del corpo (ossa, torace, pancia, collo) per rispondere a dubbi precisi, con la dose minima necessaria (ALARA) [1].
- Preparazione Semplice ma Fondamentale: Prima di eseguire l’esame occorre togliere oggetti di metallo, gioielli, monete dalle tasche e abiti con cerniere o stampe gommate per evitare macchie sull’immagine radiografica.
- Guida per la Crescita: La radiografia della mano e del polso sinistro è l’esame di riferimento per capire l’età delle ossa e seguire lo sviluppo ormonale.
- Controllo dei Traumi: Permette di individuare subito le fratture tipiche dell’infanzia (a toro, a legno verde o sulla cartilagine della crescita) e di controllare la postura della schiena.
- Utilizzo per Torace e Pancia: Si usa principalmente in situazioni selezionate per polmoni e addome (in base al quesito clinico), e può essere fondamentale per rintracciare piccoli oggetti ingeriti [5].
- Preparazione con il Gioco: Spiegare l’esame come una “fotografia spaziale” o il gioco della “statua” riduce la paura, evita che il bambino si muova e aiuta a ottenere una buona immagine al primo scatto [3].
Fonti e Linee Guida Scientifiche
- American Academy of Pediatrics / ACEP / ACR. Optimizing Advanced Imaging of the Pediatric Patient in the Emergency Department: Policy Statement. Pediatrics, 2024. [1]
- Kirkland SW et al. Interventions to reduce imaging in children with upper or lower extremity injuries: a systematic review and meta-analysis. Emergency Medicine Journal, 2026. [2]
- del Vecchio A et al. Italian inter-society expert panel position on radiological exposure in Neonatal Intensive Care Units. Italian Journal of Pediatrics, 2020. [3]
- Lovrenski J et al. ESR Essentials: imaging of common paediatric pulmonary diseases—practice recommendations by the European Society of Paediatric Radiology. European Radiology, 2025. [4]
- Meyers ML et al. ACR Appropriateness Criteria® Ingested or Aspirated Foreign Body-Child. JACR, 2026. [5]
A cura della Dott.ssa Letizia Macconi – Specialistica in Radiodiagnostica e Neuroradiologia Pediatrica.
Il presente articolo, i suoi contenuti scientifici, la struttura testuale e la forma espositiva sono opera originale della Dott.ssa Letizia Macconi. Tutti i diritti di proprietà intellettuale e copyright sono riservati ai sensi della normativa vigente (Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modifiche). È vietata la riproduzione, la distribuzione, la modifica o il riutilizzo, anche parziale, del testo senza la citazione esplicita della fonte e l’autorizzazione dell’autrice.

